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PRAGA, BERLINO E AMSTERDAM IN CAMPER... L'ESPERIENZA DI UN CAMPERISTA
DURATA:
20 giorni
ITINERARIO: Chieri - Praga - Berlino - Amsterdam - Chieri

 

 Itinerario Praga, Berlino, Amsterdam

“Off we go”
Questa semplice frase in inglese è il ritornello che il protagonista del libro “On the road” ripete costantemente nel corso del romanzo. Onde evitare citazioni del celeberrimo titolo, ormai consumato da viaggiatori di ogni tempo e luogo, abbiamo optato per queste tre parole meno conosciute ma forse più significative: infatti “Off we go” non vuol dire semplicemente “partiamo”, ma dà quel senso di incertezza propria dei viaggi che non hanno un percorso o una meta precisi.
Il nostro viaggio, quindi, è in un certo senso indefinito, ma soprattutto è nuovo: tre ragazze (Pata, Tiny, Pol) alla guida di un camper per la prima volta, che decidono di visitare città mai viste finora, basandosi su di un programma indicativo che non pone limiti alla provvidenza. Dove siamo dirette non ci è del tutto chiaro, ma si può anticipare che l’itinerario includerà Praga, Berlino e Amsterdam; tutto il resto è nebbia.
Date le fantastiche premesse di questa esperienza, come potevamo pensare di privare il resto del mondo di un resoconto delle nostre (dis)avventure?Non potevamo. Perciò questo più che un blog sarà un vero e proprio diario di bordo, con tanto di orari, luoghi e dettagli importanti. Leggetelo, altrimenti peste vi colga.

GIORNO 1
Ore 9:47: partenza
Località: casa Pnerd, Chieri (TO)
Sveglia presto, ma non troppo. Il camper già in disordine, ma non troppo. Ultimi consigli dei genitori, quelli sì, forse troppi. Tanta è invece la voglia di partire, perciò, appena possibile, off we go!
Pata al volante, volano i primi 130 km; prima fermata in autogrill, uno tra i posti più odiati ma allo stesso tempo indispensabili nel mondo degli automobilisti. La pulizia e l’accoglienza di quello di Stradella sono tali da concederci una pausa di ben 15 minuti.
Si riparte, il pilota sta volta sono io. Prescindendo dalle incertezze dell’inesperienza, tutto sommato mezzogiorno arriva senza molti intoppi. Direi che l’ora parla da sé ed è facile intuire che dopo poco la seconda fermata è richiesta a gran voce dai nostri stomachi. Insalata pomodori e tonno, carotine, pane e Brie: tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Il pasto è intervallato da una piacevole ventata fresca di misantropia mista a cinismo che aumenta i già alti livelli di buonumore aleggiante all’interno di Pumba il Botolo (così abbiamo deciso di battezzare il nostro mezzo di trasporto): riceviamo la visita di un misterioso individuo giunto sin qui per un ultimo saluto.
Il tempo però stringe, l’ora di condivisione del comune odio per il mondo è finita e si riparte: è il turno di Tiny alla guida. Di nuovo, i km volano e dopo un paio d’ore siamo alla terza fermata: 8€ per percorrere l’autostrada austriaca. Pata riprende le redini di Pumba e arriviamo al casello: 37€ per aver percorso l’autostrada italiana. La relazione con l’Austria è fugace ma intensa; pochi km e arriviamo in Germania all’urlo di “motherfoca” (che mondo sarebbe senza i Lonely Island) e ci dedichiamo al nostro primo pieno: 1.554 € al litro. Che gioia.
La sera raggiungiamo la prima tappa del nostro viaggio: Bad Aibling, ridente cittadina termale nel sud della Germania, in cui una notte con il camper in un’area attrezzata costa quanto un Long Island al Quadrilatero. La quantità di studi medici e banche presenti nell’unica via del paese lascia intuire che l’età media degli abitanti sia la stessa di un reparto geriatrico in ospedale.
Dopo la cena e una passeggiata serale contornata di pioggia, l’immancabile partita a Uno chiude la prima giornata. Meritato riposo e colazione a base di dolci tedeschi (la cucina tradizionale non si può non assaggiare) sono il preludio della seconda: Praga here we come! 

GIORNO 4 E 5
Località: Praga; Berlino
Ore: 11.03
Raggiungiamo il centro con il tram 17, attraversiamo il ponte Manesov e siamo in Mala Strana, quartiere ai piedi del castello.
Dopo un pranzo tradizionale ceco (subway&starbucks), seguiamo la via Nerudova per arrivare al complesso di edifici che compongono il Prazsky Hrad. Con quest’ ultimo luogo di interesse si conclude la parte culturale della nostra visita praghese.
Per chi ha buona memoria, l’ultimo post è terminato con l’annuncio di una scoperta sensazionale: ebbene, mi dispiace deludere le aspettative, ma questa scoperta non è il talento di Pata nello scaricare i bagni pubblici. Quello già si sapeva. La vera rivelazione del viaggio è la Scimmia Ubriaca (no, non sto parlando di Pata neanche stavolta), un locale di Praga.
La sera ci siamo dedicate al cosiddetto “bar crawling”: iniziando proprio dal Drunken Monkey, si attraversa il centro della città facendo tappa in 4 o 5 pub diversi; si beve quanto si vuole alla modica cifra di €16 (€20 se si desidera anche la t-shirt, noi ovviamente la desideravamo).
Esperienza notevole, le gente é tanta e di tante nazionalità diverse: serbi che parlano di grappa, fotografi americani che sostengono di aver lasciato il loro studio ad Hollywood per trasferirsi a Praga a fare il barman, italiani di Monza che non sanno dove sia Milano, ma anche tedeschi educati.
Così abbiamo trascorso la nostra ultima notte praghese, “gattonando” per locali.
Rientrate in campeggio le nostre pance esigono cibo; abbiamo preparato una pasta e fagioli, giusto per star leggere. Di leggero non abbiamo di sicuro il sonno, la sveglia però è implacabile per definizione e suona crudelmente alle 9.30. Stanche e assonnate ci alziamo, paghiamo e carichiamo l’acqua; dopo un ultimo saluto al Campfremont ripartiamo: destinazione Berlino.
Pata al volante, arriviamo in autostrada e sono ormai le 12.30, qui si ha fame! Pausa pappa di un’oretta e ci rimettiamo in marcia; guido io per un po’ ma ad un certo punto la stanchezza si fa sentire e decidiamo di fermarci per fare un pisolo.
Al nostro risveglio ci attende un intoppo: la finestra non si tappa. Seguono svariati tentativi per aggiustare l’infernale aggeggio con scarsissimi risultati. Dietro consiglio del sommo padre decidiamo di svitare lo svitabile e finalmente Pumbalbotolo è di nuovo tappato.
Il tragitto non è molto lungo e la fortuna è dalla nostra: troviamo posto al primo campeggio. Nonostante alcune difficoltà con l’invenzione di Edison, ci piazziamo lungofiume e mangiamo (mi rendo conto che il cibo venga menzionato di rado in questo blog, ma ogni tanto ci vuole).
Sebbene la terribile notizia del wi-fi a pagamento nel camping abbia scosso le coscienze, troviamo come occupare il tempo lo stesso, Berlino ci attende.

Continua...



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